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Ho visto cose che voi automuniti…

Dunque, verso metà Dicembre organizzo una rapida puntata mordi-e-fuggi a Milano e a Mestre per salutare parenti e amici.

Dal 2003 ho scelto di non usare più l’automobile, quindi la scelta in teoria è fra aereo e treno.

Quanto all’ipotesi “aereo”, solo due parole, anzi tre: “Avezzano” e “crisi Alitalia”.

Richiudo il libro dei sogni, vado in stazione e provo a fare alcune prenotazioni per i giorni 18, 19, 20 e 21. Tragggedia: trovare posti ancora non prenotati, siano essi di prima o di seconda classe, su Intercity, Eurocity o Eurostar, è letteralmente un’impresa.

Dopo circa un quarto d’ora di ricerche e incastri riesco a prenotare alcune tratte (il mio tour prevede Pescara-Bologna-Mestre, Mestre-Milano, Milano-Mestre, Mestre-Pescara senza cambio treno a Bologna) parte in prima parte in seconda classe, parte in Intercity parte in Cisalpino parte in Eurostar.

Finalmente il 18 arrivo a Mestre, poi la mattina dopo vado a Milano a trovare il parentado: il giorno dopo ancora, il 20, ho una prenotazione alle 14:30 per tornare a Mestre. Come da legge di Murphy, però, il 20 saltano fuori tutta una serie di impegni e saluti dell’ultimo momento, così a fine mattinata passo in Stazione Centrale e chiedo se posso spostare la prenotazione di un paio d’ore, alle 16:30.

Manco a dirlo, anche in questo caso si preannuncia una mission impossible: l’operatore allo sportello mi dice che posti liberi non ce ne sono, ma posso “prenotare un posto in piedi”: come, come? prenotare un posto in piedi? ma è uno scherzo?

E qui scopro questa cosa enorme, che non avrei mai immaginato: Trenitalia prevede espressamente un certo numero di prenotazioni per posti in piedi, giusto nel caso qualcuno dovesse partire per forza con un certo treno a una certa ora.

Stupito, domando per quali tipologie di treno vale questa str… ehm, straordinaria opportunità, e la risposta mi lascia ancora più basito: tutte, assolutamente tutte quelle su cui è possibile prenotare un posto a sedere, dagli Intercity agli Eurostar AV.

Dato che dire che la mia faccia esprime scetticismo e incredulità è ancora poco, gira verso di me il display del suo terminale e mi mostra la schermata di prenotazione di un Eurostar: in effetti ci sono quattro possibili opzioni: prima classe, seconda classe, prima classe in piedi, seconda classe in piedi.

Proprio così: se uno vuole, può provare l’ebbrezza di pagare a prezzo pieno un biglietto Eurostar di prima classe (magari un bel Milano-Napoli, perché no?) per poi starsene in piedi per tutto il viaggio a reggere il moccolo a quelli che, comodamente sprofondati nelle loro poltrone, sfoggiano il loro laptop ultimo modello o impestano di impronte digitali lo schermo del loro nuovo iPhone.  Sul biglietto, precisa l’operatore, anziché il numero della poltrona viene stampigliata la dicitura “posto non garantito” – a conferma del fatto che anche se paghi la stessa cifra degli altri sei comunque un paria delle rotaie. Son soddisfazioni.

All’ultimo secondo utile, mentre stavo già per prenotare il mio sontuoso posto in piedi, sul terminale è apparsa la disponibilità di un posto “seduto” su di un Eurocity, evidentemente liberato da qualcuno che aveva annullato o spostato la sua prenotazione: salvato dalla campana…

Resta comunque questa scioccante scoperta, una prima assoluta per me: sono anni che viaggio in treno, ma neanche in periodi di sovraffollamento vacanziero mi ero mai sentito offrire prima d’ora un posto in piedi con prenotazione obbligatoria – e sì che ero convinto di averle viste tutte: proprio vero, non si finisce mai d’imparare.

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