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	<title>A Life-hacker&#039;s Moleskine &#187; trenitalia</title>
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	<description>Meglio liberi che sicuri, meglio felici che ricchi</description>
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		<title>Sul FrecciaSpezzata, again</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 19:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[avezzano]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ho passato buona parte della giornata on the (rail)road, sui lussuosi interregionali Trenitalia Avezzano-Pescara-Avezzano. Insomma, il solito delirio: ho viaggiato in totale quattro ore e mezzo per poi sbrigare i miei affari a Pescara in (molto) meno di due ore. Coprire in treno il tragitto Avezzano-Pescara significa in pratica viaggiare a una velocità media di 55-60 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho passato buona parte della giornata <em>on the (rail)road, </em>sui <em>lussuosi</em> interregionali Trenitalia Avezzano-Pescara-Avezzano.</p>
<p>Insomma, il solito delirio: ho viaggiato in totale quattro ore e mezzo per poi sbrigare i miei affari a Pescara in (molto) meno di due ore.</p>
<p>Coprire in treno il tragitto Avezzano-Pescara significa in pratica viaggiare a una velocità media di 55-60 Km. orari <em>quando tutto va bene</em>: il FrecciaRossa, visto da qui, sembra proprio un miraggio.</p>
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		<title>Ho visto cose che voi automuniti&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 17:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[ai confini della realtà]]></category>
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		<description><![CDATA[Dunque, verso metà Dicembre organizzo una rapida puntata mordi-e-fuggi a Milano e a Mestre per salutare parenti e amici. Dal 2003 ho scelto di non usare più l&#8217;automobile, quindi la scelta in teoria è fra aereo e treno. Quanto all&#8217;ipotesi &#8220;aereo&#8221;, solo due parole, anzi tre: &#8220;Avezzano&#8221; e &#8220;crisi Alitalia&#8221;. Richiudo il libro dei sogni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, verso metà Dicembre organizzo una rapida puntata mordi-e-fuggi a Milano e a Mestre per salutare parenti e amici.</p>
<p>Dal 2003 ho scelto di non usare più l&#8217;automobile, quindi la scelta in teoria è fra aereo e treno.</p>
<p>Quanto all&#8217;ipotesi &#8220;aereo&#8221;, solo due parole, anzi tre: &#8220;Avezzano&#8221; e &#8220;crisi Alitalia&#8221;.</p>
<p>Richiudo il libro dei sogni, vado in stazione e provo a fare alcune prenotazioni per i giorni 18, 19, 20 e 21. <em>Tragggedia</em>: trovare posti ancora non prenotati, siano essi di prima o di seconda classe, su Intercity, Eurocity o Eurostar, è letteralmente un&#8217;impresa.</p>
<p>Dopo circa un quarto d&#8217;ora di ricerche e incastri riesco a prenotare alcune tratte (il mio <em>tour </em>prevede Pescara-Bologna-Mestre, Mestre-Milano, Milano-Mestre, Mestre-Pescara senza cambio treno a Bologna) parte in prima parte in seconda classe, parte in Intercity parte in Cisalpino parte in Eurostar.</p>
<p>Finalmente il 18 arrivo a Mestre, poi la mattina dopo vado a Milano a trovare il parentado: il giorno dopo ancora, il 20, ho una prenotazione alle 14:30 per tornare a Mestre. Come da legge di Murphy, però, il 20 saltano fuori tutta una serie di impegni e saluti dell&#8217;ultimo momento, così a fine mattinata passo in Stazione Centrale e chiedo se posso spostare la prenotazione di un paio d&#8217;ore, alle 16:30.</p>
<p>Manco a dirlo, anche in questo caso si preannuncia una <em>mission impossible</em>: l&#8217;operatore allo sportello mi dice che posti liberi non ce ne sono, ma posso &#8220;prenotare un posto in piedi&#8221;: come, come? <em>prenotare un posto in piedi</em>? ma è uno scherzo?</p>
<p>E qui scopro questa cosa enorme, che non avrei mai immaginato: Trenitalia <em>prevede </em>espressamente un certo numero di <em>prenotazioni per posti in piedi</em>, giusto nel caso qualcuno dovesse partire per forza con un certo treno a una certa ora.</p>
<p>Stupito, domando per quali tipologie di treno vale questa str&#8230; ehm, straordinaria opportunità, e la risposta mi lascia ancora più basito: <em>tutte</em>, assolutamente tutte quelle su cui è possibile prenotare un posto a sedere, dagli Intercity agli Eurostar AV.</p>
<p>Dato che dire che la mia faccia esprime scetticismo e incredulità è ancora poco, gira verso di me il display del suo terminale e mi mostra la schermata di prenotazione di un Eurostar: in effetti ci sono quattro possibili opzioni: prima classe, seconda classe, prima classe in piedi, seconda classe in piedi.</p>
<p>Proprio così: se uno vuole, può provare l&#8217;ebbrezza di pagare a prezzo pieno un biglietto Eurostar di prima classe (magari un bel Milano-Napoli, perché no?) per poi starsene in piedi per tutto il viaggio a reggere il moccolo a quelli che, comodamente sprofondati nelle loro poltrone, sfoggiano il loro laptop ultimo modello o impestano di impronte digitali lo schermo del loro nuovo iPhone.  Sul biglietto, precisa l&#8217;operatore, anziché il numero della poltrona viene stampigliata la dicitura &#8220;posto non garantito&#8221; &#8211; a conferma del fatto che anche se paghi la stessa cifra degli altri sei comunque un paria delle rotaie. Son soddisfazioni.</p>
<p>All&#8217;ultimo secondo utile, mentre stavo già per prenotare il mio sontuoso posto in piedi, sul terminale è apparsa la disponibilità di un posto &#8220;seduto&#8221; su di un Eurocity, evidentemente liberato da qualcuno che aveva annullato o spostato la sua prenotazione: salvato dalla campana&#8230;</p>
<p>Resta comunque questa scioccante scoperta, una prima assoluta per me: sono anni che viaggio in treno, ma neanche in periodi di sovraffollamento vacanziero mi ero mai sentito offrire prima d&#8217;ora un posto in piedi con prenotazione obbligatoria &#8211; e sì che ero convinto di averle viste tutte: proprio vero, non si finisce mai d&#8217;imparare.</p>
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		<title>Ai confini della realtà</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 07:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[avezzano]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una quinta dimensione, oltre a quelle che l&#8217;uomo già conosce. è senza limiti come l&#8217;infinito, e senza tempo come l&#8217;eternità. è la regione intermedia tra la luce e l&#8217;oscurità, tra la scienza e la superstizione tra l&#8217;oscuro baratro dell&#8217;ignoto e le vette luminose del sapere. è la regione dell&#8217;immaginazione, una regione che si trova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è una quinta dimensione, oltre a quelle che l&#8217;uomo già conosce.<br />
è senza limiti come l&#8217;infinito, e senza tempo come l&#8217;eternità.</p>
<p style="text-align: justify;">è la regione intermedia tra la luce e l&#8217;oscurità, tra la scienza e la superstizione<br />
tra l&#8217;oscuro baratro dell&#8217;ignoto e le vette luminose del sapere.<br />
è la regione dell&#8217;immaginazione, una regione che si trova ai confini della realtà.
</p>
<p style="text-align: justify;">(Rod Serling, via <a title="nuova finestra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ai_confini_della_realt%C3%A0_(serie_televisiva)" target="_blank">Wikipedia</a>)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ieri da Avezzano sono andato a Pescara, per motivi di lavoro. Come al solito ho viaggiato in treno: quattro anni fa ho deciso di fare a meno dell&#8217;automobile, e da allora coerentemente non ho più toccato un volante.</p>
<p style="text-align: justify;">Avezzano si trova sulla linea ferroviaria Roma-Pescara, una linea a binario unico (sic) che attraversa l&#8217;Appennino da costa a costa. Gli unici treni che circolano su questa tratta sono i regionali: scordatevi cose fantascientifiche e inutilmente lussuose e veloci come gli Intercity, qua non se n&#8217;è mai visto uno.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dite? Eurostar? Cos&#8217;è, una nuova marca di brodo concentrato?</p>
<p style="text-align: justify;">I sontuosi regionali RM-PE percorrono circa 248 chilometri, da stazione a stazione, in un tempo che oscilla di solito fra le tre ore e quaranta e le quattro ore e venti, a seconda dei momenti della giornata: nonostante la velocità degna della vecchia ferrovia <a title="nuova finestra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli-Portici" target="_blank">Napoli-Portici</a> tutto sommato di solito fanno il loro porco lavoro, pur con i soliti problemi di pulizia. E va bè, sopportiamo: questo passa il convento.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi però un regionale PE-RM, quello che ho preso per tornare ad Avezzano, ha superato ogni limite.</p>
<p style="text-align: justify;">Già a vederlo arrivare in stazione mi sono cascate le braccia: i vagoni sembravano reduci da una traversata del deserto (mi è tornata in mente &#8220;<a title="nuova finestra" href="http://www.battiato.it/discografia/anni80/tozeur.htm" target="_blank">I treni di Tozeur</a>&#8220;), o scampati per un pelo all&#8217;attacco di un paio di cacciabombardieri nemici; l&#8217;interno poi è stata una sorpresa perfino per me, che pure oramai mi consideravo abbondantemente vaccinato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interno dei vagoni non era solo &#8220;normalmente&#8221; sporco, era proprio degradato oltre l&#8217;immaginabile: poltroncine che sembravano sopravvissute a un&#8217;orda di tifosi particolarmente scalmanati, vetri talmente sporchi da trasformare il paesaggio esterno (la stazione di Pescara Centrale alle quattro del pomeriggio, immersa in  un sole quasi ferragostano) in una indistinta e brumosa landa autunnale, e poi alcuni finestrini ricoperti (perché? why?) con una pellicola di materiale plastico sporca e crepata dal passare dei secoli tanto da apparire come in questa foto:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-311" title="regionale Pescara Roma" src="http://giovanni.rog58.com/wp-content/uploads/2008/10/regionale_pescara_roma.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">(No, non è un vecchio televisore anni &#8217;60 guasto e con lo schermo crepato: è proprio il finestrino di una carrozza ferroviaria di Trenitalia, anno di grazia 2008).</p>
<p style="text-align: justify;">Trovo un posto a sedere che, almeno all&#8217;apparenza, sembra un po&#8217; meno disastrato degli altri, e il viaggio ha inizio: essendo il trenino di metà pomeriggio, scoprirò presto, fa tutte le fermate fra Pescara e Roma, e quando dico tutte intendo proprio tuttissime, tutterrime-tutte le fermate, senza saltare nessuna stazione, neanche quelle grandi come una cabina telefonica.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un lento e penoso arrancare (e coi freni che a ogni fermata facevano esattamente lo stesso rumore di quelli di una vecchia bicicletta scassata) arriviamo a Sulmona: qui, per qualche misterioso motivo (congiunzioni astrali? treni a cui dare la precedenza sulla linea? paura di metterci troppo poco tempo ad arrivare a destinazione?) il treno rimane fermo in stazione per mezz&#8217;ora prima di riprendere il suo cammino verso la Città Eterna.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso di approfittare della sosta per bere qualcosa: scendo, percorro il sottopasso, sbuco nell&#8217;ingresso della stazione e mi dirigo verso la porta con l&#8217;insegna del bar. Peccato che il bar sia defunto, e anche da molto, a giudicare da quel che ne rimane: locale chiuso a chiave, e oltre le porte rese opache dalla polvere e dallo sporco il cadavere di una macchina da caffè, gli scheletri di alcuni tavolini con relative sedie e un bancone vuoto tranne che per un espositore pieno di confezioni di Pringles risalenti probabilmente alla bolla speculativa delle dot-com.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tornare sul mio carro bestiame regionale ho modo di ammirare e fotografare quella che probabilmente nelle intenzioni era una sala d&#8217;attesa &#8220;esterna&#8221;, piazzata sul marciapiede fra un binario e l&#8217;altro: dalle dimensioni e dalle, ehm, rifiniture, direi che si può escludere che si tratti di un prototipo delle future sale d&#8217;attesa VIP riservate ai clienti TAV&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-312" title="stazione di Sulmona" src="http://giovanni.rog58.com/wp-content/uploads/2008/10/stazione_sulmona.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Il treno finalmente riparte, e dopo un po&#8217; di chilometri arriva la sorpresona, il colpo di grazia, la mazzata alla nuca, l&#8217;oltraggio finale, quello che ti fa capire che sei arrivato ai confini della realtà e anche oltre: in molti vagoni &#8211; compreso il mio, ovviamente &#8211; l&#8217;illuminazione non funziona, quindi ci tocca sciropparci tutte le (numerose) gallerie fra Sulmona e Avezzano nel buio più totale, rischiarato soltanto dalla luce dei display di  alcuni cellulari.</p>
<p style="text-align: justify;">Se fossimo a Gardaland o a Mirabilandia sarebbe anche divertente, una attrazione in stile Miniera Maledetta o Cripta di Montezuma o Tomba di Tutankhamon, ma qui a cavallo dell&#8217;Appennino abruzzese stranamente non ci fa ridere. A completare il quadro, scopro che la mia vicina di scompartimento è una manager di Poste Italiane: sospetto fortemente che la sua presenza a bordo abbia contribuito a fare aumentare ulteriormente il nostro ritardo, per simpatia.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine comunque arrivo alla stazione di Avezzano, e devo fare uno sforzo per non inginocchiarmi a baciare il pavimento, in stile Papa Wojtyla quando sbarcava dall&#8217;aereo.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto, per percorrere 138 chilometri, ho impiegato tre ore e trenta minuti: un ciclista dilettante con un buon allenamento alle spalle ci avrebbe messo di meno, non dico altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente il convoglio avrà impiegato almeno altre due ore, due ore e mezza per arrivare a Roma, per un totale di 5,5-6 ore: il nuovo record stagionale, presumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ah, dimenticavo: in questi giorni sul sito di Trenitalia campeggia un banner in Flash che recita:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quando il trasporto si fa impresa al servizio del Paese&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Lascio a voi ogni commento.</p>
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