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Il solito fortunello

Ad Avezzano (e anche a L’Aquila) scuole chiuse per neve; per alcune ore il tratto aquilano dell’autostrada Roma-Pescara è stato chiuso al traffico causa bufera di neve; molte automobili sono rimaste bloccate dalla neve in autostrada o sulle statali, e lo stesso è accaduto a un pullman di linea partito da Roma e diretto a Pescara.

Il solito fortunello, insomma: dopo avere abitato ad Avezzano per circa due anni senza riuscire a vedere una sola nevicata decente (nell’arco di due inverni saranno caduti forse dieci centimetri di neve) mi sono trasferito a Pescara giusto in tempo per evitare il peggiore inverno marsicano degli ultimi anni. Meno male, va.

Camicissima R.I.P.

Nel corso della mia precedente permanenza a Pescara avevo commesso l'errore di approfittare dell'offerta di Camicissima, una catena di negozi in franchising specializzati nella vendita di camicie e cravatte: quattro camicie "in cotone" a soli €99,90.

Le presunte camicie "in cotone" (come giurava e spergiurava anche l'etichetta sui singoli capi) si rivelarono essere fatte, più che di vero cotone, di una scadente cartapesta: il mio peggiore acquisto da un sacco di tempo.

E' stato quindi con una certa sadica soddisfazione che oggi, passando per corso Vittorio, ho visto le vetrine sporche e impolverate e il negozio chiuso e vuoto, irrimediabilmente out of business: giustizia (di mercato) è fatta.

Pescara Sea Bridge

Sono transitato per la prima volta sul Ponte del Mare.

Questo mi ha reso di circa lo 0,001% più pescarese (credo).

Chung-Kuo

Nel pomeriggio ho visitato, presso lo spazio ex Aurum di Pescara, la mostra “Melody of Colors – Costumi e ornamenti delle minoranze etniche cinesi” (ultimo giorno: appena in tempo).

Notevole la quantità e la varietà dei capi di abbigliamento esposti, e pregiata la fattura degli accessori – principalmente collane e bracciali, ma anche una spada ornamentale.

Veramente impressionante la modernità e l’attualità di molti capi, sia per i disegni che per i colori che per gli abbinamenti dei vari tipi di tessuto: c’era materiale più che sufficiente per trarre ispirazione per una o più collezioni di moda “contemporanea”.

Unico appunto, l’organizzazione: in una mostra dedicata principalmente ai residenti, non certo agli inesistenti turisti estivi, l’unica lingua usata nei pannelli informativi è l’inglese. Mi chiedo se davvero era così difficile o costoso tradurre alcune decine di frasi in italiano, specialmente considerando il fatto che i testi sono infarciti di termini “tecnici” di sartoria o comunque connessi all’abbigliamento, e quindi parecchio distanti dall’inglese “scolastico”.

Manca anche un catalogo fotografico degli abiti e degli accessori esposti: un vero peccato, secondo me ne avrebbero vendute parecchie copie.

Nella sala accanto alla sala D’Annunzio, quella in cui si tiene la mostra, sono esposte parecchie stampe cinesi d’epoca: anche qui, purtroppo, le stampe sono “mute”, nel senso che non c’è nessuna descrizione o legenda sintetica, neanche in inglese, e men che meno ci sono delle date che permettano almeno di inquadrare il periodo in cui le stampe sono state realizzate.

In definitiva, un’idea interessante ma sviluppata male: il visitatore viene abbandonato a sè stesso, senza un minimo di “spiega” di quel che sta vedendo, senza alcun supporto informativo tranne alcuni testi in inglese, per giunta infarciti di terminologia “specialistica”. Peccato, un’occasione persa.

Pescara

Okay, sono di nuovo a Pescara, dopo 20 mesi trascorsi ad Avezzano.

Giornata ventosa ma calda, mare mosso ma non troppo, cielo pressoché sereno: un buon benvenuto, tutto sommato.

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