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Moleskine e Paperblanks
Ultimamente sto apprezzando sempre più i prodotti Paperblanks, una gamma di taccuini, rubriche e agende che per le copertine si ispira alle rilegature in pelle rinascimentali e all’antica arte della fregiatura in oro.
I Paperblanks sono fisicamente prodotti in Cina, come i Moleskine, e come i Moleskine utilizzano carta “acid free”, ma non sono l’ennesimo clone dei Moleskine: piuttosto possono essere visti non come alternativi ma complementari ai famosi taccuini dalla copertina nera.
I Moleskine secondo me continuano ad essere imbattibili come oggetti da usare tutti i giorni e in ogni situazione, grazie alla loro robustezza e versatilità e al loro look elegantemente minimalista: i Paperblanks invece, pur collocandosi nella stessa fascia di prezzo dei concorrenti, sono oggetti più “preziosi” e “personali”, con la loro ampia scelta di splendide copertine finemente decorate.
Insomma, vedo bene i classici Moleskine come taccuini per prendere appunti (personali o di lavoro), per segnarsi date e luoghi, per fissare “al volo” idee e riflessioni estemporanee: trovo i Paperblanks più adatti invece a fungere da “veri” diari personali, dove trascrivere riflessioni più “profonde” e strutturate.
Sia i taccuini che le agende Paperblanks, infine, sono ottimi come idee-regalo, certamente meno “spartani” e “poveri” dei rivali.
Penzu: free private journal and diary
Così recita il titolo della pagina di Penzu dedicata alla caratteristiche del prodotto, e direi che in effetti Penzu mantiene in pieno quello che promette.
Mentre le piattaforme di blogging evolvono sempre più in direzione “social”, Penzu è un “vero” diario/journal strettamente personale: l’intero journal è l’equivalente di un blog con le opzioni di visibilità rispetto ai motori di ricerca, di accesso alle pagine e di invio di commenti disattivate; ogni singolo post nasce per default come “privato” e quindi invisibile a chicchessia; il proprietario del journal può però sempre decidere di segnalare a qualcuno – e quindi rendere pubblico – un post via e-mail, anche rimanendo anonimo.
L’ambiente di visualizzazione e di editing è volutamente semplice e spartano: un foglio di carta a righe con in alto una riga dedicata al titolo del post (facoltativo, ovviamente), e nessuna possibilità (almeno per ora) di scegliere un altro template o di aggiungere plugin o widget vari. Unica concessione alla “modernità”: la possibilità di inserire in un post una o più immagini – a parte questo, sembra davvero di scrivere su di un diario cartaceo.
Le altre opzioni disponibili sono quelle strettamente indispensabili: rinomina, stampa o cancella post, ricerca e – appunto – segnala post, anche in maniera anonima.
Un servizio insomma che torna alle origini del fenomeno del journaling online, da usare non come sostituto ma eventualmente in affiancamento al proprio blog “pubblico”.
Personalmente lo trovo utilissimo: mi trasferisco spesso da una località all’altra, e ogni volta la cosa che rende il trasloco un delirio sono i libri e i miei taccuini Moleskine: per i libri non posso farci niente, ma i Moleskine li sto rimpiazzando con Penzu (ora infatti uso solo l’agenda Moleskine sette giorni – ho abbandonato il mio fido palmare Palm – in congiunzione coi Moleskine cahier, che uso solo per annotazioni “al volo”).
Effettivamente
Ad Avezzano i Moleskine Cahiers e le matite Faber-Castell Grip 2001 (con gommino nero) risultano introvabili.
Son problemi
In compenso ho ancora una scorta di matite NAVA Design, e qui ad Avezzano i Moleskine pocket a copertina rigida costano solo €10.
