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Non mi aspettavo di meno
Oggi il “mio” sindaco, Letizia Moratti, si trova a Rocca di Mezzo (AQ), in visita alla tendopoli allestita dalla Protezione Civile del Comune di Milano.
Brava…non mi aspettavo niente di meno, da lei e dalla mia città
Magic moment (sort of)
Ho trovato l’orario ideale per fare colazione al bar: fra le 09:15 e le 09:45.
A quell’ora infatti il grosso della gente ha già finito di fare colazione ed è andata a lavorare – in Tribunale, in Procura, nelle scuole vicine o in redazione – mentre per la prima pausa caffè della mattinata è ancora presto.
Non ho un bar “fisso” dove fare colazione, nell’arco della settimana ne alterno tre, tutti e tre fra il buono e l’ottimo sul piano qualitativo: la scelta dipende dall’umore del momento, e dalla necessità o meno di scrivere qualcosa sul mio fido Moleskine – due permettono di farlo in tutta tranquillità, il terzo invece è più da consumazione in piedi, alla milanese (ah, nostalgia – “ma anche” no, ultimamente).
Quasi ci siamo
Stamattina rapido giro in centro, colazione, spesa e poi di nuovo a casa per una mattinata pantofolaia.
Il Comune ha iniziato a collocare gli alberi di Natale in alcune piazze della città: stamattina alcuni tecnici stavano approntando gli addobbi luminosi.
Già addobbate anche le strade principali: non c’è scampo, il Natale è davvero alle porte. Chissà se passerò un Natale sotto la neve, quest’anno? A Milano e a Venezia ormai è un evento raro, ma qui a 700 metri sul livello del mare direi che ci sono buone possibilità: sperèm.
Sono entrato nel tunnel
No, non quello della troca: il tunnel del panettone. Come ogni anno tento di resistere, ma poi i sottili (neanche tanto) messaggi subliminali trasmessi dai mass media, dai cartelloni pubblicitari e dagli addobbi natalizi nelle strade hanno il sopravvento.
Anche quest’anno è andata così: fino a mezz’ora fa ero un lupacchiotto sostanzialmente tranquillo e soddisfatto del suo stato, poi il pensiero del Natale mi ha attraversato la mente (senza incontrare, peraltro, grossa resistenza…) e di punto in bianco ho subito una trasformazione in stile “Un Lupo Mannaro Meneghino In Abruzzo” (cit.).
Sono uscito di casa, ho raggiunto il negozio più vicino, ho preso il primo panettone a portata di zampe (ma rigorosamente ricetta tradizionale de Milàn, con uvetta E canditi), sono tornato nella mia tana e ne ho sbranato una fetta delle dimensioni di una imbarcazione rituale egizia.
Ora il raptus comincia già a diventare un ricordo confuso, ma so già che da qui a Gennaio – anzi, fino al 3 Febbraio, San Biagio – tornerà periodicamente a trasformarmi in uno spietato sterminatore di panettoni.
