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Non va bene, non va bene per niente

Sentivo dal mio coinqui – che è stato lì oggi – che a Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo (AQ) la situazione è più o meno quella che si viveva qui ad Avezzano un paio di giorni dopo il terremoto del 6 Aprile: la gente è ancora sul chi vive, i nervi tesi, pronta a saltare al minimo segno di pericolo.

A differenza di qua, lì vicino all’epicentro le scosse di assestamento, anche quelle leggere, sono ancora percepibili e percepite: la sensazione, quasi subliminale, è quella di una sorta di continuo tremolio di sottofondo, a tratti interrotto da un picco di maggiore potenza, chiaramente avvertibile.

Il coinqui mi raccontava che, mentre era nell’ufficio di un cliente, nel piazzale dell’azienda è arrivato un TIR: un attimo prima il titolare stava parlando normalmente con lui, un attimo dopo, al sentire il rombo del motore e la vibrazione prodotta dal mezzo pesante, si è fatto bianco in volto e ha cominciato a chiedere “che è? che succede?”, come se fosse sul punto di cadere in preda a una crisi isterica.

Succede ancora questo, quasi due mesi e mezzo dopo il sisma, e non serve a molto ripetere a questa gente che ormai il peggio è passato e che è normale che lo sciame post-terremoto duri mesi e mesi: qua ad Avezzano la cosa funziona alla grande, anche perché sono settimane che non avvertiamo scosse, ma nell’area del cratere la terra trema ancora, e la paura è ancora tanta.

Computer e router wi-fi per le zone terremotate

(post pubblicato in origine su Avezzano Blog)

Nelle aree colpite dal sisma scarseggiano anche apparecchiature tecnologiche e connessioni a Internet: perché non inviare in loco computer, cellulari 3G, chiavi UMTS/HSDPA, router wi-fi?

Penso non solo ad apparecchiature nuove, che potrebbero essere fornite dalle società di informatica o di telefonia o dai loro rivenditori, ma anche ad esempio a computer usati.

In molti casi un computer divenuto obsoleto non viene dato via o rivenduto ma rimane in casa o in ufficio a prendere polvere e a rubare spazio: perché non metterli a disposizione dei terremotati?

Anche se si tratta di unità con CPU troppo poco performanti o con troppa poca RAM per i sistemi operativi attuali (penso soprattutto a “mattoni” come Windows Vista, ma anche XP-SP2) gli si potrebbe far vivere una seconda giovinezza installando delle distro “leggere” basate su Linux: molto spesso in questi casi computer irrimediabilmente lenti e sostanzialmente inutilizzabili coi Windows più recenti come di colpo sbocciano a nuova vita e sono nuovamente capaci di fornire prestazioni più che accettabili.

I LUG (Linux User Group) sono sparsi in maniera abbastanza omogenea su tutto il territorio nazionale, e anche in Abruzzo: potrebbero occuparsi della raccolta dei PC e laptop usati, della loro trasformazione in macchine Linux (complete anche di software di connessione di rete e di software open source o freeware, come Open Office e altri) e del loro smistamento verso le zone terremotate; lo stesso dicasi per la raccolta e la riconfigurazione di router Wi-Fi da utilizzare con le suddette macchine Linux.

Io credo che la cosa potrebbe davvero risultare utile, e non solo ai privati: per dire, ho visto oggi al TG il presidente di una associazione di commercianti (o di imprenditori, ho visto solo la coda del servizio e non ho afferrato bene) dire al giornalista che lo intervistava che tutto quello che hanno salvato dagli uffici dell’associazione erano alcune decine di buste e di fogli di carta intestata, un paio di timbri e i server della loro LAN – ma i server da soli non servono a granché: in una situazione come questa dei vecchi PC ricondizionati da usare come client di rete sarebbero sempre meglio di niente, ad esempio, e di situazioni simili probabilmente ce ne sono tante sul territorio.

Non mi aspettavo di meno

Oggi il “mio” sindaco, Letizia Moratti, si trova a Rocca di Mezzo (AQ), in visita alla tendopoli allestita dalla Protezione Civile del Comune di Milano.

Brava…non mi aspettavo niente di meno, da lei e dalla mia città :-)

Terremoto – ordinanze e danni ad Avezzano

Informazioni provenienti dal Comune di Avezzano.

Disposizioni e ordinanze comunali:

1. Domani, venerdì 10 Aprile, in concomitanza con i funerali di Stato per le vittime del sisma (indicativamente dalle 11:00 alle 12:00), i negozi terranno le serrande abbassate in segno di partecipazione al lutto;

2. entro stasera verrà diramata un’ordinanza che impone la chiusura a tempo indeterminato, a titolo precauzionale, di tutte le chiese del territorio comunale;

AGGIORNAMENTO 10/04: l’ipotesi di ordinanza è rientrata: le chiese resteranno aperte.

3. fino almeno al 15/04 le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse per gli studenti e il personale docente; il personale amministrativo invece opererà come di consueto, compatibilmente con gli sviluppi della situazione;

4. tutti gli edifici pubblici – Tribunale, Procura della Repubblica, Ufficio del Giudice di pace etc. – resteranno chiusi a tempo indeterminato;

5. disposta la chiusura a titolo precauzionale di pub, discoteche, sale da ballo, cinema, locali notturni, impianti sportivi privati al chiuso e altri locali pubblici nei giorni 9, 10, 11, 12 Aprile; uniche eccezioni: ristoranti, bar, pizzerie e altri locali destinati alla semplice somministrazione di alimenti e bevande.

Danni e interventi in corso:

1. Rilevati danni ad alcune pareti interne del Tribunale a seguito della scossa 5.3 Richter di martedì sera;

2. in corso la messa in sicurezza di alcuni cornicioni di un edificio situato in via Corradini sul lato opposto al Tribunale, fra il Tribunale e la Procura della Repubblica;

3. interventi minori ad alcuni cornicioni in un paio di strade nelle vicinanze di via Marconi.

Terremoto – aiuti da Avezzano al 09/04

Pubblico, un po’ in ordine sparso, una serie di informazioni fornitemi dal personale del Comune di Avezzano questo pomeriggio.

1. Dopo la prima scossa, quella di lunedì delle 3:32, da Avezzano è partita una colonna di soccorso che ha toccato oltre al capoluogo le località di Onna, Fossa, Pianole, Tornimparte, Lucoli, Barrete.

Sono state trasportate tende, medicinali, WC chimici, due cucine da campo, due gruppi elettrogeni, capi d’abbigliamento, cibo e acqua minerale.

Parte di questi materiali sono stati trasportati su mezzi pesanti e fuoristrada messi a disposizione da privati e ditte avezzanesi.

2. Inviati nelle zone colpite dal sisma cingolati, bobcat, ruspe e altri mezzi; fornite anche alcune cisterne per l’acqua potabile.

3. Una quarantina (almeno) di sfollati sono ospitati in alberghi di Avezzano, altri quattro provenienti sempre da L’Aquila si trovano attualmente presso una famiglia avezzanese che ha messo a disposizione una sistemazione adeguata.

Tutti sono stati riforniti di cibo, vestiario e generi di prima necessità; è stato fornito loro anche supporto psicologico, grazie all’opera di una psicologa offertasi volontaria.

4. Alcune decine di sfollati provenienti principalmente dalla città de L’Aquila hanno fatto tappa ad Avezzano prima di proseguire verso Roma e altre località sicure; il Comune ha raccolto e comunicato alla Protezione Civile – AQ i loro nominativi, per evitare che risultassero erroneamente fra i dispersi.

5. Dalla prima scossa di lunedì mattina gli uffici operativi del Comune di Avezzano sono rimasti sempre aperti, ventiquattro ore su ventiquattro, con personale rafforzato per coprire a rotazione più turni: sarà così almeno fino a dopo Pasqua e anche oltre, a seconda dell’evoluzione degli eventi. Il personale non essenziale invece, a scopo precauzionale, opera a orari ridotti.

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