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Stilografica Lamy Safari “M” nib

Allora… come promesso, dopo quella della stilografica vintage Universal, ecco la recensione della stilografica Lamy Safari acquistata a fine Marzo.

Il corpo della Lamy Safari è in materiale plastico di buona qualità, ed è disponibile in un’ampia gamma di colori; questa è anche l’unica, sostanziale differenza con la stilografica Lamy Al-Star, che come suggerisce il nome ha il corpo in alluminio (anche qui in vari colori): per il resto sia il converter che i pennini delle due stilografiche sono perfettamente intercambiabili. Entrambi i modelli possono essere alimentati sia con le cartucce di inchiostro Lamy che con inchiostro in boccetta, mediante l’apposito converter.

Dal punto di vista della praticità e della robustezza niente da dire: la Lamy Safari è un autentico “cavallo da soma”, solida e affidabile in ogni condizione.

L’impugnatura è ergonomica, nonostante l’aspetto squadrato del fusto che potrebbe far presumere il contrario.

La clip – in metallo – sul cappuccio è veramente ottima: non solo ha un bel design, ma è anche praticissima e molto funzionale, a differenza di certe clip “di design” (sic) che risultano pressoché inutilizzabili in concreto, nell’uso quotidiano.

La particolare conformazione della clip, oltre tutto, fa sì che questa possa essere utilizzata come un pratico porta-penne.

Unico neo della Lamy, secondo il mio punto di vista: la particolare conformazione del pennino almeno inizialmente “costringe” a scrivere tenendo la stilografica a una determinata angolazione rispetto al foglio: mano a mano che si usa la penna la mano “si abitua”, ma all’inizio questa postura obbligata può risultare leggermente fastidiosa, soprattutto per chi – come me – tende a scrivere senza rispettare necessariamente l’angolazione ottimale.

Altra avvertenza riguarda il pennino: mentre le stilografiche prodotte in Oriente – Pilot, Namiki, le stilo cinesi – tendono ad avere dei pennini più sottili di quelli occidentali a parità di gradazione (un “M” giapponese equivale grossomodo a un “F” occidentale) le Lamy tendono invece ad avere uno spessore maggiore – un pennino “F” Lamy equivale già più o meno a un normale pennino “M” Waterman o Parker, ad esempio.

Di conseguenza se, come me, amate la scrittura sottile, orientatevi verso pennini Lamy EF oppure F: evitate invece la “taglia” M.

Ricordate che un pennino EF, d’altra parte, a volte tende a essere un po’ troppo “asciutto” e a lasciare di quando in quando dei “buchi” nella scrittura, specialmente se siete abituati a scrivere velocemente: direi che l’ideale, quindi, è un pennino di spessore F.

Che pennino equipaggia la mia Lamy Safari, dite?

Ovviamente un “M”: questa cosa degli spessori calcolati “per eccesso” l’ho scoperta “the hard way”, sul campo, dopo l’acquisto, nell’uso quotidiano.

Intendiamoci, si può sopravvivere benissimo anche così: non è che una Lamy M scriva con un tratto simile a quello di un pennello da imbianchino, semplicemente il suo tratto è un filino più spesso di quello che per me è lo spessore ottimale :-)

In conclusione, quindi, la Lamy Safari è un’ottima stilografica da usare “on the road”, robusta, pratica, affidabile, con un bel design e un rapporto qualità/prezzo (la mia l’ho pagata 17 euro; una confezione da 5 cartucce mi è costata 1.80 euro) davvero buono: un acquisto consigliato, decisamente.

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