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It’s not rocket science

Eppure ci sono delle donne che riescono a far sembrare un banale parcheggio una operazione di attracco alla Stazione Spaziale Internazionale – e notare l’epilogo :-)


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8 Marzo, passiamo alle cose pratiche

Oggi è l’8 Marzo e le donne blah blah blah, una giornata di lotta blah blah blah, ancora tanta strada da fare blah… Okay, esaurite le formalità di rito passiamo al post vero e proprio.

Qualche tempo fa una giovane lj-friend su Livejournal ha raccontato in un post di come era stata (blandamente, per fortuna) molestata da un tipo (che peraltro ha sfoggiato un distintivo da poliziotto, non è chiaro se autentico o meno) durante un viaggio in pullman, chiedendo consigli sul da farsi in situazioni del genere.

Dato che in quel momento, per una straordinaria coincidenza (forse collegata a una rara congiunzione astrale), i miei neuroni funzionavano leggermente meglio del solito, mi sono ritrovato a postarle una risposta che ha accolto valutazioni positive dagli altri (ma soprattutto dalle altre) partecipanti al thread:  ho deciso di ripostarla qui, oggi.

Eccola:

“Allora, partendo dall’ipotesi più pessimistica: mi è parso di capire che questi stronzi contano sul fatto di riuscire a coinvolgerti (parlo in generale) in qualche maniera (il distintivo è utilissimo, non è un dettaglio stupido: sfrutta lo stesso meccanismo psicologico che fa aprire la porta di casa con fiducia agli anziani quando a suonare è un “vigile urbano” o “l’uomo del gas/Enel/Telecom” o “l’assistente sociale”), e per farlo ovviamente devono stabilire un minimo di comunicazione (“che autobus devi prendere?”): direi che se dopo la prima risposta il tipo continua e ti dà l’impressione che ti ha dato questo la cosa migliore è 1) interrompere la comunicazione: nessun contatto degli occhi, men che meno contatto corporeo, e opporre un silenzio tombale a qualunque altro tentativo di attaccare discorso o di fare altre domande, anche innocenti; 2) se insiste, prendilo in contropiede, anche alzando il tono di voce così che anche altri possano sentire: di solito non si aspettano una reazione spavalda o un atteggiamento aggressivo (anche a livello di postura corporea, non solo di comunicazione vocale), e questo li rende insicuri e mette LORO sulla difensiva; il fatto di attirare l’attenzione di altri e di rendere “pubblico” il loro comportamento rompe l’illusione che siano riusciti a creare un qualche filo diretto, una qualche forma di coinvolgimento o di “intimità” con te; 3) se tutto il resto non funziona vale quanto detto prima: urla e/o scappa – meglio una reazione esagerata che apparire nella cronaca nera del quotidiano locale.
Può sembrare un po’ paranoico, ma come avrai notato la cronaca è piena di brave persone insospettabili che fanno le cose più riprovevoli: meglio non correre rischi.”

Bene, tutte cose risapute, immagino, ma un ripassino ogni tanto non fa male – e quale giornata migliore di questa? Buon 8 Marzo a tutte.


Non vorrei sembrare volgare, ma…

A quanto pare una ex concorrente di quel crogiolo di sana cultura nazional-popolare che risponde al nome di Grande Fratello, tale Raffaella Fico (no, non è un refuso tipografico) ha deciso di mettere all’asta la propria verginità per un milione di euro.

Intervistata dai soliti giganti della carta stampata (il settimanale “Chi”), vere e proprie bandiere del libero e coraggioso giornalismo d’inchiesta, Raffaella ha dichiarato:

«Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione»

Ora, intendiamoci: l’idea che un/una adulto/a consenziente contratti prestazioni sessuali con altra persona adulta e consenziente non mi turba neanche un po’, ognuno è libero di fare quello che vuole (se è libero: discorso diverso quindi per quelle ragazze che sono costrette a prostituirsi – ma niente da dire su quelle che invece fanno la professione per scelta); aggiungerei che molti matrimoni sono di fatto delle forme di prostituzione istituzionalizzata, dove uno dei due partner sposa l’altro per motivi di interesse: di conseguenza non ho obiezioni di carattere etico-morale da avanzare.

La mia obiezione è un’altra, ed è di carattere squisitamente pratico: francamente, un milione di euro mi sembra un prezzo decisamente troppo alto - anche perché questa ragazza non opera certo in regime di monopolio…

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