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Italiani brava gente. Ma anche no

Ieri mattina ho letto questo post sul blog di BlackCat. Mi ha fatto male leggere quello che è successo, e anche se in ritardo (ieri sono stato quasi tutto il giorno scollegato dalla Rete) ho deciso di parlarne brevemente qui.

Una situazione assurda, quella creatasi al Carrefour di Assago, ma che purtroppo non è possibile definire “incredibile”: cose di questo genere capitano ancora, eccome, nella vita di tutti i giorni.

La cosa particolarmente grave è che stavolta è successo in un centro commerciale, e che a rendersi responsabili di questo atto rivoltante sono stati dei dipendenti o comunque delle persone che in quel momento lavoravano nel e per il Carrefour.

Il fotografo che “sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi” e il suo assistente dalla fronte eburnea dovrebbero semplicemente, d’ora in poi, essere tagliati fuori dalla lista dei fornitori/collaboratori esterni del Carrefour di Assago: vadano a fotografare adulti ariani non autistici e di pura razza Junkers, o meglio ancora le bestie allo zoo – sono sicuro che lì si sentirebbero come a casa.

E ancora:

Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente

Io penso che una persona così non dovrebbe lavorare, appunto, in mezzo alla gente, men che meno in un centro commerciale. Dovrebbe, lei sì, starsene a casa a godersi il proprio status di neo-licenziata per giustissimi motivi, oppure trovarsi un lavoro compatibile col proprio deplorevole livello di inciviltà.

Penso infine che la direzione del Carrefour di Assago dovrebbe chiedere ufficialmente scusa, strisciando per terra, per questo episodio che è avvenuto magari non per sua volontà (e ci mancherebbe) ma comunque “a casa sua”, e nell’ambito delle sue responsabilità – e non ci starebbe male anche una qualche forma di concreto, non simbolico, risarcimento del danno prodotto.

Quanto al danno di immagine che Carrefour Assago si è auto-inflitto, dubito che sarà recuperabile in tempi brevi, ed è giusto che sia così: che gli serva da lezione per il futuro, almeno.

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