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L’utonto medio riesce ancora a stupirmi

Da DreamHost Status:

“Some of you may have received several e-mails lately regarding having FTP/shell or e-mail accounts that have very bad, easily guessed or insecure passwords (like the word “password”).”

Cioè, ancora oggi c’è qualcuno (anzi, più d’uno) che come password usa la parola “password”?

Oppure è una cosa alla “Life on Mars” – sono tornato negli anni ‘60 e non me ne sono accorto?

(nella foto: l’utonto medio mentre pulisce il suo computer)

Posted via web from Yet Another Moleskine

Computer e router wi-fi per le zone terremotate

(post pubblicato in origine su Avezzano Blog)

Nelle aree colpite dal sisma scarseggiano anche apparecchiature tecnologiche e connessioni a Internet: perché non inviare in loco computer, cellulari 3G, chiavi UMTS/HSDPA, router wi-fi?

Penso non solo ad apparecchiature nuove, che potrebbero essere fornite dalle società di informatica o di telefonia o dai loro rivenditori, ma anche ad esempio a computer usati.

In molti casi un computer divenuto obsoleto non viene dato via o rivenduto ma rimane in casa o in ufficio a prendere polvere e a rubare spazio: perché non metterli a disposizione dei terremotati?

Anche se si tratta di unità con CPU troppo poco performanti o con troppa poca RAM per i sistemi operativi attuali (penso soprattutto a “mattoni” come Windows Vista, ma anche XP-SP2) gli si potrebbe far vivere una seconda giovinezza installando delle distro “leggere” basate su Linux: molto spesso in questi casi computer irrimediabilmente lenti e sostanzialmente inutilizzabili coi Windows più recenti come di colpo sbocciano a nuova vita e sono nuovamente capaci di fornire prestazioni più che accettabili.

I LUG (Linux User Group) sono sparsi in maniera abbastanza omogenea su tutto il territorio nazionale, e anche in Abruzzo: potrebbero occuparsi della raccolta dei PC e laptop usati, della loro trasformazione in macchine Linux (complete anche di software di connessione di rete e di software open source o freeware, come Open Office e altri) e del loro smistamento verso le zone terremotate; lo stesso dicasi per la raccolta e la riconfigurazione di router Wi-Fi da utilizzare con le suddette macchine Linux.

Io credo che la cosa potrebbe davvero risultare utile, e non solo ai privati: per dire, ho visto oggi al TG il presidente di una associazione di commercianti (o di imprenditori, ho visto solo la coda del servizio e non ho afferrato bene) dire al giornalista che lo intervistava che tutto quello che hanno salvato dagli uffici dell’associazione erano alcune decine di buste e di fogli di carta intestata, un paio di timbri e i server della loro LAN – ma i server da soli non servono a granché: in una situazione come questa dei vecchi PC ricondizionati da usare come client di rete sarebbero sempre meglio di niente, ad esempio, e di situazioni simili probabilmente ce ne sono tante sul territorio.

Vecchia ma efficace

Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelli che capiscono il codice binario, e gli altri.

Asus EeePC 900

Recensione sintetica: NON compratelo :-) .

Recensione (un po’) meno sintetica: ma anche sì, dipende (ovviamente) da quelle che sono le vostre particolari esigenze. Ma vediamo…

Ormai uso l’EeePC 900 di Asus da parecchie settimane (anche se saltuariamente, non in maniera intensiva): vediamo di fare un riepilogo.

Schermo LCD buono, nitido, e abbastanza ben visibile anche in condizioni di luce sfavorevole.

Touchpad con soluzioni pratiche e intelligenti: facendo scorrere due dita sul pad si scorre la pagina in verticale o in orizzontale; aprendo e chiudendo due dita (“pinch”) sul pad si ingrandisce o si riduce la dimensione dei caratteri a video (zoom in / zoom out). I due pulsanti “tasto destro / tasto sinistro” sono a volte leggermente “duri”, ma non tanto da risultare fastidiosi.

Lo schermo da 8,9 pollici, a differenza di quanto accadeva con lo schermo da 7″ del modello 700, è sufficientemente ampio da permettere la visualizzazione di documenti di testo (ho installato OpenOffice) e pagine Web senza fare ricorso allo scrolling orizzontale (per documenti “formato A4″: per le pagine Web ovviamente dipende – dalla pagina :-) .

L’autonomia della batteria è piuttosto buona: con la configurazione “di fabbrica” ho sfruttato una connessione Wi-Fi per navigare in maniera intensiva sul Web (frequenti aggiornamenti e reload su Twitter, reload di pagine “pesanti” contenenti molta grafica e pubblicità in Flash, scaricamento e installazione di aggiornamenti software vari) e contemporaneamente usare OpenOffice (testi e tabelle di calcolo) e un PIM, e la batteria è durata circa tre ore e dieci minuti. Lavorando esclusivamente “in locale”, con la WLAN disattivata, si guadagnano altri 10-15 minuti di autonomia.

Quando la carica della batteria è scesa sotto al 20% il relativo LED si è messo a lampeggiare a mo’ di avvertimento e Windows XP ha fatto apparire uno dei suoi classici “fumetti” a fondo schermo; quando la carica è scesa al 10% l’Asus è entrato automaticamente in stand-by: premendo il pulsante di accensione il PC è “tornato in vita” istantaneamente e ha continuato a funzionare ancora per alcuni minuti dopo che l’indicatore di carica (evidentemente non precisissimo) sulla barra di Windows si era assestato sullo 0%.

La ricarica completa richiede intorno alle quattro ore – quattro ore e un quarto; l’alimentatore dell’EeePC 900 è molto più compatto (e meno “giocattoloso”) di quello del modello 700, cosa che non guasta specialmente in viaggio.

Molti hanno segnalato che, durante il funzionamento, il 900 sviluppa temperature “molto alte”, tanto da rendere sconsigliabile l’uso “da laptop”, sulle ginocchia: a me francamente non è sembrato. Ovviamente il computer “scalda”, ma quanto un normale laptop “full size”, non di più. Stesso discorso per l’alimentatore: non ho notato nessun particolare “effetto tostapane”.

La tastiera, come ci si poteva aspettare viste le ridotte dimensioni del portatilino, richiede un minimo di adattamento – ma se riesco a usarla io con le mie manone allora possono farlo tutti, con un po’ di attenzione :-)

In definitiva, una subnotebook per tipici “road warriors”: l’EeePC 900 può interessare principalmente chi ha assolutamente bisogno di portarsi dietro quotidianamente e in qualsiasi situazione un portatile “vero”, non un semplice palmare o PDA (magari integrato nel telefono cellulare), dotato di un sistema operativo “vero” che più standard e diffuso non si può (Windows XP: è comunque disponibile anche una versione con Linux) ma molto meno pesante e ingombrante di un classico laptop “vero” (meno di 9 pollici di diagonale e meno di un kg. di peso contro dai 15 ai 19 pollici per un peso che va dai 2,5 ai 3,5 Kg.): non è assolutamente consigliabile invece come “primo e unico” computer domestico (a meno che non vogliate spendere delle belle cifre per monitor, tastiera, mouse, masterizzatore CD/DVD e unità magnetiche a disco esterne da usare in modalità “residenziale”, ma a quel punto costa molto meno un laptop full size di fascia media o medio-alta).

Peccato per il prezzo, €399: se costasse €50 di meno sarebbe perfetto, così invece comincia ad avvicinarsi “pericolosamente” alla fascia di prezzo dei laptop “economici” (€500, ma completi di masterizzatore CD/DVD, con molta più memoria di massa, una tastiera e soprattutto uno schermo meno lillipuziani e una autonomia che comunque può già facilmente raggiungere le due ore, contro le tre – abbondanti – dell’Asus 900).

Tutto sommato un prodotto di nicchia, con un rapporto costo-prestazioni (o se preferite “value for money”) abbastanza buono ma non ottimo; comunque c’è da dire che i futuri modelli Asus EeePC, e anche quelli presentati o preannunciati dai concorrenti, sembrano andare verso un netto peggioramento di questo rapporto, con prezzi sempre più vicini – o addirittura superiori – a quelli di molti laptop full size: in questo senso l’Asus 900 rimane tuttora una delle migliori scelte possibili.

Aggiornamento 15/12/2008 16:59 – Problemi alla batteria?

Mario (v. commenti) aveva segnalato che la batteria dell’Asus si scarica troppo velocemente quando il computer viene lasciato spento (scollegato dalla rete elettrica) e inutilizzato per alcuni giorni. nel suo caso dopo cinque giorni la batteria era scesa allo 0% (zero per cento) di carica.

Ho verificato sul mio esemplare (EeePC 900) e dopo cinque giorni la batteria risulta ancora carica più o meno al 50-55%: se avete esperienze in merito, segnalatele nei commenti – grazie.

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