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Safari ad Avezzano
Stamattina sono uscito di casa con l’intenzione di comprare una stilografica Lamy Safari: nei giorni scorsi sul web ho raccolto tutta una serie di recensioni e commenti, nella stragrande maggioranza dei casi positivi.
La Lamy Safari ha un’ampia scelta di pennini (io preferisco quelli fini o extra-fini, per le mie stilo) e, oltre alle cartucce, può usare anche inchiostro in bottiglia: cosa interessante, vista la fascia di prezzo (bassa, se non proprio “economy”).
Sfortunatamente non ho fatto i conti con Avezzano: a quanto pare in questa cittadina, peraltro gradevolissima, gli appassionati di penne, stilo e matite (meccaniche e no) sono destinati a soffrire.
Già in passato avevo scoperto che praticamente nessuna cartoleria o cartolibreria aveva le matite (in legno, non meccaniche) NAVA Design: oggi l’esperienza si è ripetuta con la Lamy. A quanto pare nessuna tratta questa marca, oppure non la tratta “più” .
Il tipo del negozio Buffetti vicino alla stazione ha superato se stesso: ignorando forse l’esistenza di Internet e delle conversazioni in rete, mi ha informato del fatto che loro non tengono le Lamy perché sono stilografiche scadenti (sic), poi ha proseguito la lezione spiegandomi che le stilografiche “buone” sono le Aurora, le Waterman, le Pelikan e poche altre (ri-sic).
Per completare il disastro ha perfino aggiunto che “anche” la Pilot aveva provato a produrre delle stilografiche, ma poi si è resa conto che non era cosa e ha praticamente rinunciato. Peccato che la Pilot produca a pieno ritmo, e senza nessun segnale di “pentimento”, delle stilografiche che scrivono in maniera divina, con dei pennini in acciaio extra-fini, con la capacità di riprendere a scrivere fluidamente anche dopo essere state dimenticate in un cassetto per sette-otto mesi (e vi assicuro che non succede con tutte le stilo, anche “blasonate”), e con un range di prezzi che va da un paio di euro per le V-Pen usa e getta (scrivono benissimo, è un peccato che non siano ricaricabili) fino a dieci-venti euro per dei modelli economici e “da battaglia” che a loro volta scrivono da dio, molto meglio di certi cessi di Waterman o Pelikan (o Montblanc: so di cosa parlo, ho una Meisterstuck con pennino in oro 24k che di fronte alle Pilot Vortex da 12€ con pennino in acciaio fa una figura miseranda); come se non bastasse, se uno vuole una stilografica con gli occhi a mandorla di qualità eccezionale e con soluzioni tecniche innovative (tipo il pennino – in oro - retrattile, un po’ come nelle biro) può sempre comprarsi un modello della gamma Namiki, il marchio “di lusso” delle stilografiche Pilot…
Insomma, il venditore (?) sbagliato nel posto sbagliato: fossi il suo boss lo metterei nella lista dei costi aziendali superflui.
A quanto pare quindi per procurarmi questa Goddammerung di una Lamy dovrò aspettare fino alla mia prossima “gita” a Pescara: ahrrrumpf…
Tornato a casa, giusto per restare in tema, ho organizzato un piccolo esperimento con alcune penne (stilografiche e a sfera): ne parlerò in un prossimo post, perché i risultati sono stati veramente interessanti.
