Fraternité, égalité, sobrieté

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Leggo che le spese del Quirinale ammontano a quattro volte quelle di Buckingham Palace.

Re Giorgio Napolitano costa ai contribuenti italiani quattro volte più di quanto costa la Regina Elisabetta ai taxpayers inglesi.

Ma Re Giorgio quando appare in televisione fa dei bellissimi richiami alla sobrietà e alla necessità di fare ciascuno la propria parte di sacrifici “per il bene comune”, volete mettere?

 

Lo sciopero dell’intelligenza

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Le associazioni “dei consumatori” (?) hanno indetto uno “sciopero del consumo”  per il 5 e 6 gennaio per protestare contro l’aumento dei prezzi dei carburanti.

In pratica nei giorni 5 e 6 i consumatori dovrebbero astenersi dal fare il pieno al distributore. Si tratta, ovviamente, di una autentica idiozia: i consumatori non comprano benzina, gasolio, metano o GPL per il gusto (?) di farlo, ma – guarda caso – perché hanno bisogno di spostarsi in auto per i più svariati motivi, primo fra tutti recarsi sul posto di lavoro.

Quello che succederà, quindi, anche nel caso improbabile di una adesione massiccia a questo cosiddetto “sciopero”, sarà che i consumatori si limiteranno ad anticipare i loro acquisti di carburante al 4 o a rimandarli al 7: dal punto di vista dei benzinai e delle compagnie petrolifere, di fatto, non cambierà assolutamente niente.

Più che uno sciopero dei consumi, quindi, quello che propongono gli auto-nominati difensori dei consumatori è uno sciopero dell’intelligenza – e non vale neanche il discorso del cosiddetto “effetto annuncio”, perché una azione che non produce nessun risultato e non reca alcun fastidio alla controparte al massimo può “annunciare” ai quattro venti la totale impotenza e irrilevanza di chi la promuove.

 

Analogie fra primati

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Come forse già saprete, Hollywood piange la morte di una delle sue star più amate, nonché sicuramente di una delle meno drogate e/o alcolizzate: Cheetah.

Lo scimpanzè, che in realtà si chiamava Jiggs, si è spento alla veneranda età di ottanta anni, il doppio dell’aspettativa di vita media della sua specie (Pan Troglodites).

Quello che mi ha colpito è l’analogia con la nostra specie, Homo Sapiens Sapiens: anche l’aspettativa di vita di noi Sapiens, all’inizio, si aggirava intorno ai quarant’anni, esattamente come per gli scimpanzè.

In seguito, grazie al progredire della civiltà, noi Sapiens ci siamo ritrovati a vivere in un ambiente sempre meno ostile e sempre più protetto, e questo ha portato la nostra aspettativa di vita intorno ai novant’anni: alcuni scienziati ritengono che il nostro limite massimo si collochi intorno ai centoventi anni.

Jiggs-Cheetah, vissuto in un ambiente protetto – una specie di “casa di riposo per primati non umani” – ha raggiunto un’età doppia rispetto ai suoi conspecifici che vivono allo stato brado: evidentemente, in quel 98,5% di DNA che condividiamo con gli scimpanzè c’è anche la sequenza di codice relativa alla potenziale “data di scadenza”.

Interessante.

 

Si riparte

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Dopo mesi e mesi di silenzio (e dopo avere rimosso tutti i vecchi post) mi è tornata la voglia di tenere un blog. Niente di eccezionale, comunque: non penso che lo aggiornerò troppo frequentemente, almeno all’inizio.

Forse in futuro rimetterò online i post rimossi.

Devo pensarci, però: forse sarebbe meglio ripartire da zero, senza la zavorra del passato.