Abr’s No Comment — Come lo diremmo a un bimbo di terza media

Ragioniamo come fossimo in famiglia, quelle allargate di una volta: c’erano una volta venti “fratelli”, le regioni d’Italia. Bene, i “fratelli” del Nord NON POSSONO PIU’ STACCARE, come fanno da tempo immemore, un assegno tra 83 e 50 miliardi OGNI ANNO a favore dei fratelli del CentroSud.

Senza star a discutere sui perchè dello squilibrio, e non perchè Fini e i suoi squilli sulla coesione sociale siano sbagliati o la solidarietà non sia giusta: semplicemente è finito, non ce più grasso che cola, non ce la si può più permettere.

Recupero dell’evasione, il mito della sinistra per salvare l’Italia senza pagar dazio? Al Nord il tasso di evasione è oramai omogeneamente a livelli di Francia e Svizzera (6 – 8%), mentre al Sud è come in Grecia, in Calabria anche peggio: il Nord ha già dato e se si tentasse di far emergere il nero al Sud, la “cura” probabilmente ammazzerebbe il paziente.

Tant’è vero che per ogni cento poveri “veri” al Nord, ce n’è centocinquanta – centoottanta al Sud e non 5 volte tanto come nelle favole di chi non vuol vedere il nero e le mafie (e quante Bmw girano per le strade). La macroscopica differenza tra Sud e Nord non sta infatti tanto nel livello di ricchezza media pro capite, quanto piuttosto nella sua distribuzione all’interno della popolazione. Nel Veneto è omogenea a quella tedesca, in Calabria è squilibrata come nel Libano: pochi con tantissimo, molti con poco. Come se non bastasse, l’erogazione dei servizi statali, del tutto inefficiente al Sud, penalizza ovviamente i ceti più bassi. Problemi diversi, uguale necessità di ricette diverse: gli antibiotici a largo spettro servono a poco a fronte di infezioni potenti. 

Si potrebbe anche far qualche distinguo all’interno delle macro-aggregazioni, il che sposta qualcosina ma non cambia il punto di fondo. Ad esempio tra i “fratelli del Nord” ce ne sono quattro – le tre a statuto speciale (Aosta, Trentino AA e Friuli, quest’ultima in misura minore) e la Liguria – che come quelle de Sud “succhiano” più soldi di quanti ne dìano. Altro esempio al centro, l’Umbria spicca per il record italiano assoluto di pensioni di invalidità, sia vere che false. Al Sud, Puglia e Campania han problemi diversi da Sicilia e Calabria: le prime sono assolutamente incapaci di spendere quel tanto che ricevono, mentre le seconde spendono tutto in modo assolutamente inefficiente e clientelare. 

Questo è il problema. La soluzione? Il federalismo fiscale è una aspirina: introducendo il concetto di costi standard nelle spese regionali, inciderà solo sulle spese discrezionali, una voce pur importante ma non la più grande, che sono inefficienze, sprechi e evasione. Ma in questo NON siamo libertari tutto-e-subito: piuttosto che niente meglio piuttosto. Cominciamo pure, ma presto, da questi 12,5 miliardi, poi si vedrà.   

(dati uditi in un intervento di Luca Ricolfi a un convegno, oggi)

Gli Altri Online – La Sinistra Quotidiana

Questo sciopero contro la legge sulle intercettazioni proposta dal governo non ci convince. Non è che ci piaccia la legge in questione (ma a proposito, quale legge? E’ già cambiata più volte, ed è poco probabile che il testo esca dal secondo vaglio di Montecitorio uguale a come ci è entrato), ma ci piace ancor meno l’idea di difendere uno status quo inaccettabile in nome di interessi di corporazione travestiti da princìpi fondanti della democrazia.

Non ci piace l’idea di una battaglia ingaggiata per difendere il diritto della magistratura a trasgredire quotidianamente la legge, non quella futura ma quella che già c’è e che imporrebbe di disporre le intercettazioni “solo in presenza di gravi indizi di reato” e solo quando “assolutamente indispensabile per la prosecuzione delle indagini”.

Non ci piace l’idea di scioperare per difendere il diritto della nostra corporazione, quella dei giornalisti, di trasgredire a sua volta leggi e disposizioni del garante della Privacy per pubblicare intercettazioni più o meno pruriginose non nell’ “interesse pubblico” ma in quello privatissimo delle proprie vendite o, peggio, delle convenienze dei rispettivi editori.

Meno di tutto, forse, ci piace l’idea di spalleggiare servizi segreti, che in questa battaglia sono la parte in causa meno vistosa ma certo non la meno coinvolta, impegnati a far barriera a protezione di quell’arma preziosa per colpire a loro piacimento che sono state negli ultimi anni le intercettazioni.

Ci sembra che in questo paese di motivi per scioperare, scendere in piazza, farsi sentire e protestare a voce altissima ce ne sarebbero a centinaia, e ci lascia un po’ allibiti che vengano puntualmente trascurati da tutti per lasciare spazio a una guerra, quella fra il governo di Silvio Berlusconi e la santa alleanza di togati, giornalisti e 007 che con gli interessi reali di questo paese non ha nulla a che spartire, ma che con la difesa della libertà di stampa e della democrazia c’azzecca anche di meno.

Al di là della ottusa, intollerante, forcaiola sinistra “antropologicamente superiore”, totalitaria e fascistoide, esiste ancora una sinistra pensante e ragionante, non manichea e non governata da riflessi pavloviani: una buona notizia, per tutti.

LOL

Indipendence Day

Saudade

Pomeriggio trascorso al Willy’s a guardare Olanda-Brasile in compagnia di un folto gruppo di tifosi brasiliani (ma soprattutto di tifose brasiliane) e di un piccolo drappello di italici.
Risultato finale: 2-1 a favore dell’Olanda. Sono davvero sorpreso, non me lo aspettavo proprio.
A questo punto le mie simpatie vanno al Ghana: escludo infatti di potermi abbassare a tifare per l’Argentina di Maradona o per – dio ne scampi – la Germania.

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