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Una “ordinaria” emergenza

Qui a Pescara è arrivata solo la “coda” del maltempo che ha devastato il resto della regione (solo una trentina di centimetri di neve e un paio di centinaia di alberi caduti) ma è stata comunque la nevicata peggiore da quando sono qui.

Sono (ri)esplosi i soliti problemi legati all’incapacità di fronteggiare l’emergenza maltempo: mi sa che le polemiche in città andranno avanti per settimane.

Per quanto mi riguarda, nessun problema: ho fatto scorte alimentari prima che iniziasse la nevicata, in questi giorni sto lavorando da casa, via Internet, ed esco solo per recarmi eroicamente fino al bar a fare colazione ;-)

Insomma, tutto più o meno come al solito: come spesso accade in Italistan, le “emergenze” in realtà non sono affatto “eventi straordinari e imprevedibili” ma si ripetono periodicamente, e sempre più o meno con gli stessi effetti.

Jan 31, 2012 - Considerazioni, Italistan    No Comments

Splinder R.I.P.

Oggi la piattaforma di blogging Splinder chiude definitivamente, lasciando orfani di blog migliaia e migliaia di persone.

“…e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia…”

Ma anche come scoregge nello spazio cosmico, considerando il livello di certi blog :D

 

Jan 22, 2012 - Considerazioni    Comments Off

Laura Dekker, l’individuo e lo Stato

 

Se l’organismo internazionale incaricato di verificare queste imprese, il World Sailing Speed Record Council (nato nel 1972 per certificare i record di velocita’ a vela) certifichera’ l’impresa di Laura, sara’ lei la piu’ giovane giramondo a vela e suo il record da battere. Una felicita’ guastata solo da residui problemi giudiziari legati proprio alla sua giovane eta’, che potrebbero portarla, una volta a casa, a essere allontanata dal padre e affidata ai servizi sociali dalle autorita’ olandesi.

La minaccia di persecuzione di Laura Dekker da parte dello Stato olandese è una follia egualitarista: la guerra all’eccellenza individuale.

Dec 28, 2011 - Considerazioni    Comments Off

Analogie fra primati

Come forse già saprete, Hollywood piange la morte di una delle sue star più amate, nonché sicuramente di una delle meno drogate e/o alcolizzate: Cheetah.

Lo scimpanzè, che in realtà si chiamava Jiggs, si è spento alla veneranda età di ottanta anni, il doppio dell’aspettativa di vita media della sua specie (Pan Troglodites).

Quello che mi ha colpito è l’analogia con la nostra specie, Homo Sapiens Sapiens: anche l’aspettativa di vita di noi Sapiens, all’inizio, si aggirava intorno ai quarant’anni, esattamente come per gli scimpanzè.

In seguito, grazie al progredire della civiltà, noi Sapiens ci siamo ritrovati a vivere in un ambiente sempre meno ostile e sempre più protetto, e questo ha portato la nostra aspettativa di vita intorno ai novant’anni: alcuni scienziati ritengono che il nostro limite massimo si collochi intorno ai centoventi anni.

Jiggs-Cheetah, vissuto in un ambiente protetto – una specie di “casa di riposo per primati non umani” – ha raggiunto un’età doppia rispetto ai suoi conspecifici che vivono allo stato brado: evidentemente, in quel 98,5% di DNA che condividiamo con gli scimpanzè c’è anche la sequenza di codice relativa alla potenziale “data di scadenza”.

Interessante.