I Ching

L’I Ching (il Libro dei Mutamenti) è uno dei principali testi Taoisti giunti fino a noi, secondo solo al Tao Tê Ching (Il Libro della Via e della Virtù) e al Sun-Tzu Ping Fa (l’Arte della Guerra di Sun-Tzu).

Come praticamente tutti i testi taoisti, è costruito su più livelli, e offre diversi piani di lettura (anche l’Arte della Guerra, ad esempio, è al tempo stesso un manuale militare e un testo fortemente pacifista, come pacifista è l’impianto filosofico taoista).

Uno dei livelli dell’I Ching, quello relativo al  libro di divinazione, è quello che ha reso famoso questo testo vecchio di tremila anni: in questo libro i simboli di tutte le cose sono rappresentati da combinazioni alternate di linee spezzate __  __ e intere _____ (praticamente, un codice binario ante-litteram) che formano in totale 64 esagrammi (gruppi di sei linee).

Per quanto io sia scettico nei confronti del paranormale, del sovrannaturale e di tutto quello che fa felici i cultori delle discipline esoteriche, devo dire che l’I Ching effettivamente funziona.

A suo tempo mi sono imbattuto nell’I Ching mentre cercavo l’Arte della Guerra, e inizialmente l’ho apprezzato più per gli altri suoi piani di lettura che per l’aspetto divinatorio, ma poi mi sono dovuto ricredere.

Se interrogato col dovuto rispetto, l’Oracolo quasi sempre fornisce effettivamente delle risposte molto valide.

Certo occorre usare l’I Ching nel modo giusto: occorrono atmosfera, concentrazione, calma, corretta formulazione della domanda, informazioni al contorno (più dettagli si conoscono meglio è) e infine, possibilmente, conoscenza della persona che pone la domanda – il tutto unito alla pratica taoista del wei-wu-wei (traduzione problematica: si potrebbe rendere con non-agire, agire non agendo, agire senza intenzione cosciente, conformarsi al naturale corso delle cose…)

In queste condizioni, se interrogato seriamente, l’Oracolo fornisce risposte affidabili, anche se inizialmente di difficile interpretazione: per dire, mi è capitato di interpretare risposte del Libro in cui veniva indicato con esattezza perfino il mese in cui un dato sviluppo si sarebbe verificato – mentre di solito l’I Ching ragiona in termini molto più vaghi.

Da escludere invece l’uso frivolo e salottiero dell’I Ching: il libro ha un modo tutto suo, spesso anche ironico, di punire una tale impertinenza, fornendo risposte totalmente “off-topic” oppure non-risposte del tipo “se preferisci fare così, fai così; se preferisci fare diversamente, fai diversamente” (e grazie tante…).

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