Non va bene, non va bene per niente

Sentivo dal mio coinqui – che è stato lì oggi – che a Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo (AQ) la situazione è più o meno quella che si viveva qui ad Avezzano un paio di giorni dopo il terremoto del 6 Aprile: la gente è ancora sul chi vive, i nervi tesi, pronta a saltare al minimo segno di pericolo.

A differenza di qua, lì vicino all’epicentro le scosse di assestamento, anche quelle leggere, sono ancora percepibili e percepite: la sensazione, quasi subliminale, è quella di una sorta di continuo tremolio di sottofondo, a tratti interrotto da un picco di maggiore potenza, chiaramente avvertibile.

Il coinqui mi raccontava che, mentre era nell’ufficio di un cliente, nel piazzale dell’azienda è arrivato un TIR: un attimo prima il titolare stava parlando normalmente con lui, un attimo dopo, al sentire il rombo del motore e la vibrazione prodotta dal mezzo pesante, si è fatto bianco in volto e ha cominciato a chiedere “che è? che succede?”, come se fosse sul punto di cadere in preda a una crisi isterica.

Succede ancora questo, quasi due mesi e mezzo dopo il sisma, e non serve a molto ripetere a questa gente che ormai il peggio è passato e che è normale che lo sciame post-terremoto duri mesi e mesi: qua ad Avezzano la cosa funziona alla grande, anche perché sono settimane che non avvertiamo scosse, ma nell’area del cratere la terra trema ancora, e la paura è ancora tanta.

4 Responses to “Non va bene, non va bene per niente”

  • based linux says:

    purtroppo, questi effetti dureranno ancora per molto tempo.
    non é immediato riprendersi dallo stress di un terremoto,
    ci vuole il suo tempo!

    con simpatia ….

    • Giovanni says:

      Lo so… probabilmente c’è gente che ci metterà ancora mesi a superare davvero lo stress. Pensa che perfino gli animali domestici presenti nell’area dell’epicentro ne hanno risentito: all’Università di Teramo finora hanno curato oltre 800 fra cani e gatti, e ho sentito personalmente la storia di un Pinscher che nelle prime settimane dopo il sisma si svegliava di colpo, ogni notte, all’ora del terremoto.

  • Ti dico per esperienza vissuta sulla pelle: sono passati 12 anni dal terremoto che ho vissuto io, dodici anni, non due mesi, eppure, ogni volta che sento una scossa, o sono distratta e non mi rendo conto che è un camion che passa (perché la strada fuori da casa mia fa schifo ed è una strada di ‘centro urbano’ praticamente) mi si chiude lo stomaco.
    E’ che riaffiorano tutti quei ricordi pesanti della scossa della notte e poi quella fortissima del giorno dopo…i mesi dentro le tende in inverno…più il mio personalissimo bagaglio…purtroppo è una cosa che a modo suo ti segna…e che non va mai via del tutto.
    :*
    p.s. buon uikkend!

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