La domenica del villaggio
Secondo tè verde della mattinata. Piove a dirotto, quindi stamattina ho fatto colazione a casa col tè verde anziché andare al bar per il consueto cappuccino più varie ed eventuali.
All Music si riceve malissimo, una nebbia indistinta fatta di puntini che lasciano appena intravvedere delle ombre in bianco e nero: una cosa molto gibsoniana, diciamo.
Non importa, comunque: la ascolto a mo’ di radio, mentre faccio altre cose – come ad esempio questa.
Sto anche riordinando un po’ di cose, cercando di gettare via tutto il superfluo: come al solito ho in casa mezza cartolibreria, con decine di penne, matite, portamine, bloc notes e chi più ne ha più ne metta – la cosa buffa è che alcune di queste cose me le porto dietro da anni, senza mai usarle.
Oggi pomeriggio penso di uscire a prendere un po’ d’aria – e molta acqua, a dar credito alle previsioni meteo – poi metterò mano agli scaffali della mia libreria su aNobii, che diserto ormai da settimane.
Stasera dovrebbe passare a vedere la camera libera un candidato coinquilino: devo dire che la cosa mi dà un poco fastidio, mi ero abituato alla tranquillità di una casa abitata solo da me, la cosa aveva risvegliato il mio gusto per la solitudine. Pare che dovrò rassegnarmi ad avere di nuovo degli altri umani fra i piedi, almeno per un po’: pazienza.
Bon, vado a fare un giro di telefonate ai miei amici, tanto per non fare lievitare troppo la mia fama di lupo solitario.
