Penzu: free private journal and diary

Così recita il titolo della pagina di Penzu dedicata alla caratteristiche del prodotto, e direi che in effetti Penzu mantiene in pieno quello che promette.

Mentre le piattaforme di blogging evolvono sempre più in direzione “social”, Penzu è un “vero” diario/journal strettamente personale: l’intero journal è l’equivalente di un blog con le opzioni di visibilità rispetto ai motori di ricerca, di accesso alle pagine e di invio di commenti disattivate; ogni singolo post nasce per default come “privato” e quindi invisibile a chicchessia; il proprietario del journal può però sempre decidere di segnalare a qualcuno – e quindi rendere pubblico – un post via e-mail, anche rimanendo anonimo.

L’ambiente di visualizzazione e di editing è volutamente semplice e spartano: un foglio di carta a righe con in alto una riga dedicata al titolo del post (facoltativo, ovviamente), e nessuna possibilità (almeno per ora) di scegliere un altro template o di aggiungere plugin o widget vari. Unica concessione alla “modernità”: la possibilità di inserire in un post una o più immagini – a parte questo, sembra davvero di scrivere su di un diario cartaceo.

Le altre opzioni disponibili sono quelle strettamente indispensabili: rinomina, stampa o cancella post, ricerca e – appunto – segnala post, anche in maniera anonima.

Un servizio insomma che torna alle origini del fenomeno del journaling online, da usare non come sostituto ma eventualmente in affiancamento al proprio blog “pubblico”.

Personalmente lo trovo utilissimo: mi trasferisco spesso da una località all’altra, e ogni volta la cosa che rende il trasloco un delirio sono i libri e i miei taccuini Moleskine: per i libri non posso farci niente, ma i Moleskine li sto rimpiazzando con Penzu (ora infatti uso solo l’agenda Moleskine sette giorni – ho abbandonato il mio fido palmare Palm – in congiunzione coi Moleskine cahier, che uso solo per annotazioni “al volo”).

8 Comments

  • Interessante, lo provero’

  • mumble… mumble… :)

  • Giovanni wrote:

    @ Vincenzo: molto spartano, ma a me piace proprio per questo

  • Giovanni wrote:

    @ Simple: ehm, inkessànz? :-)

  • Maddai! Capito qui rimbalzando di link in link e comincio a leggere e qualcosa nei vari post mi era familiare e poi, dai racconti sui coinquilini a Mestre, scopro che sei te! Ma cambi blog con la stessa frequenza con cui la gente si cambia i calzini, quasi! :-)

  • Giovanni wrote:

    @ Seia: ma LOL!!! Ciao Rosy :-) Allora la faccenda dei sei gradi di separazione (adesso tre, pare, sul Web) è proprio vera!

  • Marta wrote:

    Avevo adocchiato questo servizio, mi frena un po’ l’idea di mettere i miei pensieri su Internet (anche se privatamente) visto che la sicurezza è un concetto relativo… comunque ci sto pensando.

  • Giovanni wrote:

    @ Marta: a me pare già un passo avanti rispetto alle opzioni del menu “privacy” dei blog standard, poi sul Web nessun server è veramente sicuro al 100%, ovviamente