Calatrava forever

Oggi a Venezia battesimo semi-ufficiale (dopo aaaanni di ritardi e rinvii, e non senza un ulteriore strascico di polemiche) del famoso – famigerato? – quarto ponte sul Canal Grande. Il progetto del ponte era stato donato a suo tempo alla città dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

Il consiglio comunale ha scelto all’unanimità di chiamare il quarto ponte “ponte della Costituzione”.

Francamente mi sembra una cattiva scelta: innanzitutto a Venezia e in Veneto è molto forte il ricordo e l’eredità lasciata dalla Serenissima Republica; battezzare con un nome che richiama la Costituzione italiana la prima grande opera pubblica realizzata sul Canal Grande da almeno 400 anni a questa parte mi sa un po’ di colonialismo culturale, se non proprio di “italianizzazione” della toponomastica in stile fascista; in secondo luogo i veneziani convivono col progetto del ponte ormai da una dozzina d’anni, se non di più, e in tutti questi anni è ormai invalsa l’usanza di riferirsi al progettato quarto ponte come al “ponte di Calatrava”, tanto che a volte i foresti scambiavano “Calatrava” per un toponimo locale, e non per il nome del progettista.

Per quanto mi riguarda continuerò a chiamarlo così, “ponte di Calatrava”, e lo stesso presumo faranno molti veneziani, per nulla conquistati o convinti dalla nuova, “patriottica” denominazione ufficiale.

2 Responses to “Calatrava forever”

  • sancla says:

    Ponte di Calatrava è il modo in cui lo hanno chiamato tutti sin dall’inizio e credo che sarà il modo in cui continueranno a chiamarlo (a meno che non ricorrano a “quella schifezza” o “il ponte inutile” che pure sembrano due denominazioni molto quotate) :D

  • Giovanni says:

    @sancla :D o anche “sashimi di salmone”, come lo ha definito una volta una blogger venessiana (all’epoca la posa era già stata completata, ma mancava ancora la copertura definitiva)

Cerca
Archives
Creative Commons
Praticamente…
... il nostro inno.