…lo faccio volentieri. E a volte la cosa si volge anche a mio vantaggio.
Stamattina vado a fare colazione al solito bar e nel locale c’è un cane – anzi una cagnolina – che si agita, non sta ferma un momento, esce, poi rientra, poi esce daccapo, come se stesse cercando qualcosa o qualcuno.
E’ una cagnolina molto giovane, praticamente quasi un cucciolo, a occhio e croce è una meticcia, l’aspetto è quello di una via di mezzo fra un pinscher e un husky, ma “in miniatura”; pelo corto in varie sfumature chiare, dall’avana al “biondo”, in alcuni punti bianco. Aria vispa, occhi intelligentissimi.
Il titolare del bar mi dice che è da quando hanno aperto che sta lì, probabilmente o è scappata e si è persa oppure è stata abbandonata da qualcuno.
Le do un’occhiata più da vicino: ha un collare senza scritte, e niente tatuaggi di identificazione; è pulita e apparentemente in salute, non appare neanche denutrita: a tratti trema vistosamente, forse per lo stress.
Dopo un po’ il barista la porta fuori (si infila di continuo fra i piedi dei clienti, a rischio di farne inciampare qualcuno) e per evitare che vada a infilarsi sotto una macchina (più che probabile, visto quanto è vivace e irrequieta) la lega a uno dei tavolini con un guinzaglio improvvisato e le mette accanto una ciotola con dell’acqua e una brioche – non la perfetta dieta canina, forse, ma d’altra parte è un bar, non una macelleria.
La cagnolina continua a dare segni di irrequietezza, tanto che a un certo punto spezza il guinzaglio improvvisato e ricomincia a entrare e uscire dal locale, e peggio ancora ad attraversare la strada; a questo punto la riacchiappo al volo e la porto al mio tavolino, dove piano piano riesco a calmarla e a farla smettere di tremare.
A questo punto sorge spontanea la domanda: che farne? Lasciarla lì no: sembra davvero la candidata perfetta per finire sotto le ruote di un’auto; quelli del bar possono anche darle da mangiare e da bere fino all’orario di chiusura, ma poi di certo non possono adottarla; portarla al più vicino canile probabilmente significa rischiare la sua soppressione; mi viene in mente che potrebbe avere un chip di identificazione sotto pelle, così chiedo se lì vicino c’è un veterinario.
Uno dei clienti del locale, un anziano cacciatore (classe di ferro: 89 anni, e va ancora a caccia) con cui avevo già scambiato qualche parola nelle settimane passate, ne conosce uno proprio a due passi, e mi ci accompagna.
Il veterinario per fortuna rileva il chip con l’apposito lettore, e da quello risalire al proprietario e avvertirlo del ritrovamento è questione di pochi minuti: salta fuori così che la cagnetta non è neanche di Avezzano, ma di un paesino distante alcuni chilometri, e che si è persa in montagna: una bella avventura, per un cucciolo di sei mesi non abituato a cavarsela con le proprie forze.
Il veterinario si fa dare il mio nome e il numero di cellulare, per girarli al proprietario della cagnolina.
Glieli lascio, saluto e torno indietro col mio nuovo amico cacciatore. Immagino sia finita lì.
A mezzogiorno invece mi arriva una telefonata: è il proprietario del cane, tutto contento, che insiste “almeno” per avermi a cena a casa sua stasera. Anche sua moglie insiste, dice.
Quando gli dico che non ho l’automobile non fa una piega e dice che mi porta lui avanti e indietro da Avezzano a Luco dei Marsi: a questo punto accetto, sarebbe scortese dire di no.
Quindi, tutto è bene quello che finisce bene: la cagnolina ha ritrovato i suoi padroni, loro hanno smesso di preoccuparsi e di cercarla, e io stasera sperimenterò una autentica cena casereccia (così l’hanno definita: e conoscendo cosa si intende in Abruzzo per “cucina casereccia”…).

Quindi se non abbiamo più notizie di te sappiamo che fine hai fatto
Lascia disposizioni al tuo avvocato.
Vedi che ad esser buoni ci si guadagna sempre.
@edo: tranquillo, la Marsica è terra di lupi: ci penseranno i miei fratelli a quattro zampe a proteggermi
@Bl@ster: questo di sicuro, in un modo o nell’altro
Hai fatto bene, povera bestiola… chissà che paura aveva! E chissà che ansia per i suoi padroni. Spero per te che siano persone simpatiche e che cucinino bene, ti meriti una bella serata
che storia carina.
menomale che c’eri tu, questa cosa del chip ancora non è nota. l’avrebbero portata sicuramente al canile.
buona cena!!!
@Marta Grazie (la cena comunque è un di più: mi bastava già avere risolto il problema)
@Fede infatti ero preoccupato quasi più del canile che delle automobili
Bravissimo lupacchiotto!
Immagino la gioia della famiglia nell’averla ritrovata… Oltre a quella della bestiola!
Ci farai sapere della cena allora!
@capracotta Ma sai che era sparita da un mese buono? Grande gioia, in effetti, soprattutto i due nipotini.
Cena all’altezza – e pure deppiù