Titoli
Mi sto chiedendo se non sarebbe il caso di abolire i titoli dei post, qui su ALM: quando scrivo sui miei taccuini cartacei (Moleskine e non solo) non metto titoli ai “post”, e anche qui potrei fare così, forse – discorso diverso per blog non personali ma di notizie o di approfondimento: esigenze e obiettivi diversi, regole diverse.
Ci penserò… per ora inizierò a usare titoli il più possibile sintetici.
Non sono ottimista
Sara Scazzi, una ragazzina di 15 anni, è scomparsa da casa sua ad Avetrana (Taranto) lo scorso 26 Agosto. Era uscita per andare da sua cugina, che abita a 700 metri da casa sua, per andare poi insieme al mare. E’ scomparsa durante quel breve tragitto, e il suo cellulare da allora ha cessato di funzionare.
Secondo quanto scrive l’ANSA,
Al momento della scomparsa la ragazzina, alta un metro e 58 centimetri, indossava una maglietta e un pantaloncino rosa e portava in spalla uno zaino nero con all’interno un telo da mare. Sara ha i capelli biondi e gli occhi castani. Ha un fisico esile e pesa circa 40 chili.
Non vorrei dirlo, ma praticamente è il sogno di qualunque predatore sessuale: una ragazzina giovane, carina e in condizioni di assoluta inferiorità sul piano della forza fisica.
Spero di sbagliarmi, ma il fatto che dopo quasi una settimana non sia ancora riapparsa non incoraggia certo l’ottimismo.
Coming soon…

Ancora un mesetto, non di più. A risentirci verso fine Agosto
Curiosity killed the cat (well, almost)
Stamattina ho sorpreso un gatto sul pianerottolo di casa. Era entrato per ripararsi dalla pioggia, o forse per curiosare, approfittando del portone lasciato socchiuso da qualcuno.
Quando mi ha visto prima è scappato verso il piano di sopra, poi, accortosi dell’errore tattico, ha ridisceso le scale a precipizio, slittando sul pavimento in marmo come i gatti dei cartoni animati. In effetti assomigliava pure a Gatto Silvestro, era bianco e nero come lui.
I gatti sono maestri nel mettersi nei guai a causa della loro innata curiosità.
Spesso
Spesso sui bus mi capita di vedere persone con una faccia, con uno sguardo che dicono che si sono arrese.
Persone che non sono (più) vive ma che si limitano ad esistere, aspettando di morire.
Mi capita di osservarle e di chiedermi che cosa è successo, come hanno fatto a diventare così, che cosa è scattato e quando, che catena di circostanze si è messa in moto. Che cosa triste.
